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  • Immagine del redattoreGiuseppe Iadonato

Violenza di genere: intervista a Diana Di Meo.

Lettori del blog, in questo breve articolo torniamo a parlare di un tema purtroppo caldo in questi giorni: quello del femminicidio.


● Giulia Cecchetin è stata infatti l'83esima vittima di femminicidio dall'inizio dell'anno. Cioé nel 2023, prima di Giulia, ci sono state ben 82 donne assassinate da uomini. Un numero che da solo basta a lasciare sgomenti. Ma a cui andrebbero aggiunti migliaia di episodi di violenza, tra stupri, maltrattamenti, stalking e cyberstalking, revenge porn.


Ne parliamo con Diana Di Meo, nostra ospite, alcuni mesi fa proprio qui a Fermo.





Diana, giovane arbitro abruzzese, è stata purtroppo vittima di Revenge Porn, cioè di diffusione senza consenso di filmati intimi.

Il suo caso è salito alla ribalta delle cronache nazionali grazie a un coraggio fuori dal comune che l'ha portata a denunciare la violenza subita pubblicamente sui social. Oggi è una attivista e porta la sua testimonianza in giro per l'Italia.




1. "Diana, gli ultimi episodi in Italia, non sono rassicuranti: qual è la tua idea/posizione?"

"Credo che debba cambiare qualcosa e questo qualcosa deve partire innanzitutto da noi. La società sta cambiando e sta andando in un a direzione che non mi piace. Lavoriamo sui ragazzi, sulle testimonianze, sull'educazione. L'epilogo di Giulia lo conoscevamo già tutti, lo so, è brutto da dire. Cerchiamo di capire cosa non va, non si tratta di attuare pene più severe o provvedimenti più rapidi, si tratta di lavorare sulle basi, è questo che manca."

2."La tua voce è arrivata sino a Strasburgo. Ti sei sentita e ti senti realmente ASCOLTATA dalle autorità competenti?"

"Si, sono stata ascoltata e capita, ne sono consapevole e non metto in dubbio questo e ringrazierò per sempre tutte le autorità competenti!

Però voglio farvi io una domanda: perchè ricordarsene solo quando succede una tragedia? Il problema è che ci preoccupiamo solo quando il fatto è già accaduto e il più delle volte il problema viene sorvolato e fatto passare come fanatismo. Questo NON va bene!!"


3."Tu hai avuto la forza di reagire e denunciare quasi subito. Ci hai raccontato come sono andate le cose e dove hai trovato la forza per reagire, ma il tempo passa e magari hai fatto nuove riflessioni: quali sono i punti fondamentali per non rimanere schiacciati dalla violenza?"

"Se rivivo quei giorni, 'sorrido' pensando a quanto sia diversa la concezione di 'subito' per la vittima. Quei giorni mi sono sembrati un'eternità e se non avessi avuto il mio angelo custode probabilmente neanche io sarei riuscita a superare il tutto. Ciò che mi ha spinto a denunciare è stato vedere la mia vita scivolarmi dalle mani: non uscivo, non mangiavo, non mi allenavo. Un giorno mi sono guardata alla specchio e mi sono detta che Diana stava morendo e non potevo permettere una cosa del genere. Ho messo in ordine le idee e ho cercato Domenico (si, l'angelo custode che vi dicevo). Domenico era proprio lì con la mano tesa aspettando solo la mia consapevolezza. Sono entrata dalla polizia postale rigorosamente da sola perchè dovevo misurarmi con la situazione, ho fatto un bel respiro e ho iniziato a parlare. Vi ammetto che in quel momento sono tornata a vivere. Per non rimanere schiacciata dalla violenza bisogna, secondo me prima di tutto, parlarne. Sono certa che ci saranno persone pronte ad aiutare, come Domenico (e non solo) ha aiutato me."

4."Da quando ti sei esposta ti arrivano tante voci di donne e ragazze giovani.

Cosa ti dicono, cosa ti raccontano?"

"Si, vero. Mi arrivano tantissime voci, ognuna diversa dall'altra. Molte di loro si aprono con me ed io cerco di ascoltarle ed ovviamente aiutarle, nel mio piccolo."



5. "E si sentono al sicuro? o come sentiamo dire molto spesso, hanno paura anche solo di girare in città in tarda serata per fare una passeggiata e/o bere un caffè?"

"No, le donne non sono più al sicuro e lo sappiamo bene. Lo sappiamo quando ci troviamo una chiamata di un'amica alle 23 di venerdì sera e rispondiamo di corsa, solo perchè deve fare un tratto di strada da sola e le diamo sicurezza ad avere una chiamata in corso se dovesse succedere qualcosa. Lo sappiamo quando andiamo a ballare e ci mettiamo la tuta per uscire per poi cambiarci in macchina;

Cerchiamo di evitare sguardi indiscreti sai, purtroppo per molte ragazze e donne, questa è la normalità, ma non deve esser così!."

6."Secondo te ci si può accorgere che si sta frequentando una persona pericolosa?" "Con il segno del poi, ti direi di si, ci sono dei campanelli d'allarme, ma che sono maledettamente difficili da individuare, soprattutto all'inizio di una relazione,"

7."Come vedi il futuro della questione di genere in Italia e quale messaggio vorresti mandare a tutti quelle ragazze che hanno subito violenze?" "Spero in futuro di continuare ad essere quella che sono, rumorosa, che non sta mai zitta e cammina a testa alta.

Credo che mi sia stata data una bella responsabilità nel diffondere questo tipo di messaggio, mi occuperò di farlo ascoltare sempre a più persone, sempre più forte, perchè come ho denunciato io possono farlo tutte.

Ci vuole tempo, ognuno il suo, ma dobbiamo farlo per tutte quelle che, purtroppo, non hanno fatto in tempo.

Sono certa che tutti insieme ce la faremo a cambiar marcia, grazie anche a persone come te, come il vostro team, che lavora tutti i giorni sulla base di sani e buoni principi di vita! Grazie."





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