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  • Immagine del redattoreGiuseppe Iadonato

" TEATROLAB-BECOME AN ACTOR " : PAROLA A GABRIELE CLARETTI.

Amici e amiche del blog, come sapete nei giorni scorsi abbiamo presentato il

progetto LAB-IN che racchiude giochi e laboratori che aiutano i giovani a conoscersi e a seguire le proprie passioni. In questa breve intervista parleremo con uno dei docenti, Gabriele Claretti, che dirigerà uno dei corsi del progetto, quello del "𝗧𝗘𝗔𝗧𝗥𝗢𝗟𝗔𝗕- 𝗕𝗘𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗔𝗡 𝗔𝗖𝗧𝗢𝗥 " tenuto dalla 𝘉𝘰𝘵𝘵𝘦𝘨𝘢 𝘛𝘦𝘢𝘵𝘳𝘢𝘭𝘦 𝘒𝘖𝘗𝘖Σ, dedicato ai giovani dai 14 ai 35 anni.




● Ciao Gabriele e grazie del tempo dedicatoci, parlaci un po' di te...

○ Ciao, sono Gabriele Claretti, di mestiere faccio il regista a teatro, ma mi capita

anche di recitare, sia a teatro che in qualche prodotto audiovisivo, nel teatro di

strada e come figurante all’opera. Scrivo perché fondamentalmente le attività

che ho appena menzionato sono tre tipi di scritture tutte accomunate da una

unica cosa che è il teatro: sia la regia, sia la recitazione che la drammaturgia

sono tre forme di scritture, e mi piace esplorare tutti e tre i campi. Quanto al

lato più strettamente biografico, sono originario di Montottone, ho 30 anni,

sono classe 1994 ed ho principalmente studiato a Roma.


● Com'è nata tua passione per il teatro e cosa ti ha "donato" di cosi bello da portare con te nella vita di tutti i giorni?

○ La mia passione nasce da bambino quando, un po’ come tutti, ho fatto le

prime recite a scuola. Ma l’innamoramento, se così vogliamo definirlo, nasce

in una sera del 2013 nel teatro Porto San Giorgio quando ho aperto il sipario

con lo spettacolo “L’Orlando Furioso” (regia di Lucio Musati). È lì che ho

realmente capito quale fosse la mia strada. Poi la passione si è alimentata

giorno per giorno, inevitabilmente, quindi poi è proseguita a Roma, sia

all’Università che in Accademia, con i workshop, gli spettacoli e tramite le

persone che ho incontrato e si sono legate a me grazie al teatro. Tant’è vero

che ora sono proprio a Valencia per fare un workshop sulle nuove tecnologie

applicate alle arti sceniche. Poi mi hai chiesto cosa il teatro mi ha donato di

bello…beh, credo che sia il fatto che poi la mia vita si è saldata

inscindibilmente a questo universo: i miei divertimenti sono legati al teatro, i

miei affetti più stretti sono legati al teatro, i rapporti con le persone è quello

che c’è di maggiormente bello, perché il teatro è un mestiere dove in ogni

fase della lavorazione c’è da fare con le persone, per condividere lo stesso

qui ed ora. E questo avviene prima, durante e dopo il teatro..


● Perchè secondo te, un giovane dovrebbe (almeno) provare questo corso?

○ Vorrei che le persone si approcciassero a questo mondo per fare del teatro la

stessa cosa che io ho fatto per me, ma non è una condizione sine qua non.

Potrebbero tranquillamente approcciarsi per un qualsivoglia motivo; l’unica

condizione per me fondamentale è che lo vogliano loro, che siano loro a

sceglierlo. È un amore che se nasce deve nascere come qualsiasi altro

amore, cioè senza imposizione. Vorrei però che siano incoraggiate a stare

insieme, a fare gruppo.


● Quali argomenti/tematiche andremo a toccare ?

○ Gli argomenti saranno dai più generali (dai cd. esercizi di propedeutica o

esercizi “gioco” -perché il teatro è il gioco più antico del mondo-), poi ci sarà

tutta una parte di approccio a un testo finalizzato alla realizzazione di uno

spazio scenico che stiamo valutando, e per cui si lavorerà insieme agli allievi

a tutte le fasi della lavorazione (regia, illuminotecnica, scenografia,

coreografia etc.). Ci si sarà un rapporto di parità tra noi, perché una cosa che

dico sempre è che imparo esponenzialmente a quanto posso insegnare. È un

amore alternato il nostro: continuo, ma che va ogni volta ad attivarsi per

persone diverse.


●Possiamo definirlo un corso base, una prima finestra sul mondo del teatro, adatto a tutti, divertendosi, vero?

○Lo possiamo definire tranquillamente un corso base: adatto, cioè, a chi è

senza esperienza, ma anche a chi qualcosa sa già fare perché - si sa -

repetita iuvant’. Sarà un approccio che cercherà di andare incontro alle

esigenze di tutti, i quali però a loro volta avranno una attenzione verso chi

condivide lo stesso spazio.


● Racchiudi questo corso con 3 sostantivi.

Coralità, accoglienza, dono.



"Il Teatro è un luogo astratto. È fatto di idee irraggiungibili e lirismi incomprensibili. Questo lo allontana dalle persone. Nondimeno, questo è assolutamente falso. Come si potrebbe abitare un luogo così evanescente? Il Teatro è un luogo costruito dalle persone per le persone e queste persone sono estremamente concrete e hanno un corpo. Proprio questo corpo fa del Teatro un luogo concreto, fatto di idee per tutti e che hanno una voce forte e distinta. Un corpo fatto di tanti corpi, dove “io” fa rima con “noi”, dove si lavora insieme per un obbiettivo comune, dove non si impone, ma si propone e si accoglie. Questo corpo ha nome “Coro”, fatto di tanti io ed insieme divenuto qualcos’altro da noi. Queste sono le fondamenta di un luogo concreto come il Teatro, così come avviene nella vita là fuori, perché sia vita che Teatro hanno in comune le persone, quelle con cui non vediamo l’ora di essere insieme, a Teatro..."





Ricordiamo che il corso si terrà presso il 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗡𝘂𝗼𝘃𝗼 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝗽𝗼𝗱𝗮𝗿𝗰𝗼 dalle ore 17:00 alle 20:00 a partire dal 25 𝙈𝙖𝙧𝙯𝙤 𝙛𝙞𝙣𝙤 𝙖𝙡 4 𝙜𝙞𝙪𝙜𝙣𝙤 per un totale di 13 incontri.

La partecipazione è gratuita ma l’iscrizione è necessaria.

𝘐𝘭 𝘱𝘢𝘭𝘤𝘰 è 𝘱𝘳𝘰𝘯𝘵𝘰, 𝘦 𝘵𝘶?

Per info e prenotazioni - WhatsApp: 339 4652959 - Giuseppe

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