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Marco Burioni: murales, street art e...Zed1 🎨

Torniamo a parlare di Street Art e lo facciamo con uno degli artisti più esperti del settore in Italia, Zed1 che ha appena terminato una delle più importanti opere di restauro, in Italia.



🎙Zed1, raccontaci un pò la tua carriera: l'inizio e la sua evoluzione.

Come sei arrivato a questi altissimi livelli.


● Ciao raga, il primo muro l'ho fatto nel lontano 1992 ed era orrendo, devo dire la verita, poi negli anni mi sono migliorato sia tecnicamente, sia a livello tematico che poetico. Diciamo che le componenti per avere successo sono: costanza, un po' di talento ed anche un pò di culo dai...

Comunque dipingere deve essere una ragione di vita, non uno stratagemma per fare soldi. Ci vuole tanta passione e dedizione.


🎙Ad oggi, secondo te, ci sono opportunità lavorative per i giovani all'interno del 🌎mondo della  "Street Art italiana"? 🎨


●Si, io ci vivo di Street Art, ma dovete sapere che è difficile, perché siamo già tanti.

Conosco comunque artisti che in pochi anni sono diventati molto famosi,quindi se hai talento prima o poi esci dal mucchio.

Poi con i social si ha molta più visibilità di una volta.


🎙 Il tuo rapporto con il Fermano e in particolar modo con Montegranaro: amore e odio?


●Sia amore che odio, devo esser sincero.

Odio perchè si pecca un pò di organizzazione, esperienza e risorse economiche per lavorare con più serenità. Amore perché qui ho fatto alcune delle mie opere più belle ed articolate e sono molto orgoglioso di questo, poi ho conosciuto persone bellissime e creato rapporti di amicizia altrettantobelli.


🎙Raccontaci il murales del teatro, forse uno dei tuoi lavori piu importanti in assoluto, ed un restauro senza precedenti..


●Questo è uno dei muri più ricchi e complessi che io abbia mai fatto. Sono circa 500mq di superficie distribuiti su un teatro storico, nel centro di Montegranaro. Fu il teatro a contattarmi chiedendomi di dipingere una porzione della struttura ma, una volta viste le foto, feci richiesta per un sopralluogo in modo da vedere l'intero immobile. L’architettura della parete era molto interessante perché suddivisa in moduli e chiesi se potevo dipingerla totalmente. Mi fu data piena fiducia e carta bianca anche sulla realizzazione del bozzetto. Credo che il mio stile illustrativo, animato da burattini surreali, fosse particolarmente azzeccato per quello spazio e per la più ampia cornice del Veregra Street Fest, il festival di teatro di strada che ogni anno anima le strade di Montegranaro.


Il lavoro fu molto lungo. Impiegai circa quaranta giorni per completare l'opera e dipingere tutto quanto, anche gli angoli nascosti, senza lasciare niente al caso. Divisi lo spazio di narrazione e lo immaginai come se stessi guardando dentro a delle scatole sovrapposte tra loro ed abbandonate in un vecchio ripostiglio o in cantina. La lettura delle immagini va fatta come le vignette di un fumetto, da sinistra verso destra, per poi finire sulla striscia in alto con l’ultima parte della storia.


La prima parte dell’opera porta il titolo di “Quei tesori nascosti in cantina".

Vi sono rappresentate scatole ed oggetti accumulati in una cantina, fra cui un vestito e delle scarpe da ballerina, un binocolo ed un libro con sopra scritto ‘Una vita da danzare’. Una giovane ragazza sta afferrando il libro e, metaforicamente, attraverso il ritrovamento di questi oggetti, sta scoprendo la sua passione per la danza.

La seconda parte ha il titolo “La visione di un sogno”.

Qui la ragazza brama il successo guardando il cielo con il binocolo ritrovato in cantina, osserva le stelle sognando di diventarne una della danza, ma si trova ancora in una fase di transizione perché indossa le scarpette ed il vestito da ballerina sopra ai suoi vecchi abiti, dei quali non si è ancora completamente liberata.

La terza parte è intitolata “Sfiorando il cielo”. La ragazza è diventata ormai una ballerina ed impila vari oggetti, tra cui quelli trovati in cantina, per salire fino al cielo ed afferrare le tanto desiderate stelle. Questa parte del racconto vuole educarci sull’importanza di saper riorganizzare la propria vita per raggiungere gli obiettivi preposti per arrivare al successo.

La quarta ed ultima parte del racconto titola “Smarrirsi tra le stelle” e rappresenta il finale e la morale di questa storia. La ballerina sta sotto un cielo sereno, ormai immersa tra le stelle è all’apice della sua popolarità; però queste stelle la seppelliscono quasi interamente, senza lasciarle fiato. Così facendo ho rappresentato quella fama che, se non saputa ben amministrare, rischia di farci perdere la strada maestra e naufragare.

Questo lavoro descrive la nascita di un sogno, la determinazione per concretizzarlo ma anche le difficoltà che si incontrano quando arriva il successo. Dipingendolo, pensavo a tutti quegli artisti che non riescono a gestire la propria fama e, nella foga di crescere, perdono il contatto con la realtà. La morale è che, in una vita dedicata al raggiungimento dei propri sogni, è importante impegnarsi con tutto il cuore ma anche mantenere i piedi saldi per terra, trovando quell’equilibrio che non traduca i propri sogni nella propria disfatta.


🎙Spiegaci il valore di questo restauro, un "unicum" nazionale?

Il lavoro è andato come previsto? Sei soddisfatto?


● Io credo che sia il restauro più grande mai fatto in Italia per un'opera di Street Art,

Ed anche il più complicato.

Ho fatto delle modifiche dal punto di vista dei colori rispetto all'originale, rendendolo più bello e luminoso. Sono soddisfatto del lavoro nonostante i molti problemi che si sono verificati durante la realizzazione.


🎙Tornerai nel Fermano? Cosa ti è piaciuto del nostro territorio?

●Sicuramente tornerò per fare una bella vacanza, adesso ho proprio bisogno di riposare.

Grazie ragazzi, a presto! 🎨💘





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