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  • Immagine del redattoreGiuseppe Iadonato

FantaSanremo: storia di un fenomeno tutto Marchgiano.

Se non abitate su Marte, avete sentito parlare anche voi, almeno una volta in questi giorni, del FantaSanremo!


Il gioco che è nato in una cittadina nella Provincia di Fermo e che ha spopolato nel web (e non solo) in pochissimo tempo, raggiungendo numeri stratosferici.


Noi, abbiamo intercettato Marina, una delle fondatrice del gioco, nonché autrice del libro: "Un team, cinque artisti, una nonna" che parla proprio della nascita del FantaSanremo.



● Marina, grazie di essere qui insieme a noi.

Iniziamo: di dove sei, cosa fai nella vita, dove vivi, insomma, parlaci un pò di te...


🎙Ciao a tutti e grazie dell'invito!

Sono da sempre appassionata di teatro, musica, spettacoli e quindi il mio percorso mi ha portato ad approfondire questo settore fino a farmi diventare giornalista.

Scrivo recensioni teatrali per "edizioni vivere" della provincia di Fermo e per il Macerata Opera Festival. Parallelamente a questo, ogni giorno lo passo alla macchina da cucire. Sono due cose che sembrano lontane, scrivere e cucire, invece hanno molte cose in comune: la pazienza per esempio. Vivo nelle Marche, terra che amo e ho imparato col tempo ad apprezzare a pieno.




● Come e quando nasce l'idea di scrivere questo libro?

🎙L'idea nasce nel 2021, nel momento in cui eravamo in piena pandemia. È successa una cosa straordinaria: eravamo tutti chiusi in casa e con pochissimi contatti umani. Il FantaSanremo stava iniziando improvvisamente a crescere e c'era qualcuno che ci credeva fortemente, tanto da concedere a tutto il team di ritrovarsi in teatro per poter fare il gruppo d'ascolto del Festival di Sanremo, nonostante il teatro, come tutti i teatri d'Italia, fosse chiuso da un po' di tempo. Ci siamo ritrovati al Teatro di Porto Sant'Elpidio insieme, dopo un anno di chiusura.

In TV vedevamo il Teatro Ariston, che insieme a quello dove eravamo noi, era l'unico teatro aperto d'Italia. Ecco, in quel momento mi sono sentita una privilegiata e ho pensato che la forza di questa idea, che è andata oltre alle restrizioni e alle difficoltà, andava trascritta.




● Fantasanremo: ti ricordi il momento preciso di quando è nato?


🎙All'inizio c'era un piccolo gruppo d'ascolto del Festival di Sanremo, una manciata di amici in un bar che ha deciso di giocare e scommettere sui cantanti in gara. Non aggiungo altro, il resto è tutto nel libro...




● Vi aspettavate questo boom pazzesco?


🎙Assolutamente no, Giuseppe!




● In questi 5 anni di Fantasanremo, qual'è stato il momento più bello che hai vissuto?

Emotivamente parlando...


🎙C'è stata una cosa, oltre al momento vissuto all'interno del Teatro delle Api al quale accennavo prima, che mi ha toccato particolarmente. Mi riferisco all'affetto del quartiere e della città in generale nei confronti di questo piccolo e disorganizzato gruppo di persone che stava cercando di gestire il "boom" inaspettato di squadre iscritte al gioco. Non avevamo tempo per fermarci a mangiare, per dirne una, e senza chiederlo ci siamo ritrovati con la soluzione a portata di mano: ci portavano cibo, vestiti, ci aiutavano con l'organizzazione delle cose da fare, con la parte tecnica e pratica... Il momento bello è stato quello della collaborazione, perché non c'è idea che si possa sostenere da soli. Ed è un concetto che ho voluto sottolineare anche nel libro.




● Hai sempre seguito Sanremo? Fin da piccola?


🎙Ovviamente sì! Il festival si seguiva in famiglia come momento di aggregazione, come stimolo per stare insieme e commentare canzoni e abbigliamento. L'ho sempre seguito in particolare grazie alla nonna, che ha sempre apprezzato le canzoni di Sanremo e anche oggi trascorre la sua vita cantando e cucendo. Lei mi ha trasmesso questo valore: "quando sei preoccupato, canta una canzoncina". Le canzoni che ci accompagnano nella vita spesso sono quelle del Festival di Sanremo, non necessariamente la canzone vincitrice, ma anche quelle più in basso in classifica, alla fine le ricordiamo sempre.




● Che genere di musica ascolti?


🎙Ascolto molto volentieri il cantautorato italiano, sia del passato che del presente, da De André a Rancore, da Lucio Dalla a Gazzé, con qualche incursione punk. Grazie a mia nonna ascolto anche Claudio Villa.




● Hai sempre avuto la passione per la scrittura?


🎙Ho sempre scritto da quando ho imparato a farlo. Ho scritto su diari, agende, fazzoletti. Ho scritto pensieri, frasi poetiche, romanzi non finiti, bozze di racconti, idee. È un'azione che svolgo automaticamente, mi fa stare in pace,sai...


Nel tempo ho trovato questa frase che mi rappresenta: un giorno non avevo niente da leggere, così iniziai a scrivere.




● Perché hai voluto scrivere questo libro? A chi lo dedichi?


🎙Era il momento di concretizzare tutte queste idee buttate giù negli anni, per cui ho colto l'occasione per mischiare il FantaSanremo (che è raccontato in chiave romanzata) ai Sanremo del passato, una storia che ha intento di trasmettere ciò che mia nonna mi ha trasmesso, ovvero i valori che si tramandano, le generazioni che si susseguono e, anche se siamo diversi da chi è venuto prima e da chi ci sarà dopo, alcune cose non cambieranno mai.


Quindi, lo dedico a lei principalmente, alla "nonna" che già nel titolo del libro ha preso il posto del "Capitano" del FantaSanremo, modificandone lo slogan.




Appuntamento da non perdere, allora, per saperne di più di questa fantastica storia, Venerdì 23 Febbraio 2024, inizio ore 21.00, presso la Biblioteca "Romolo Spezioli" di Fermo, dove Marina Mannucci presenterà il suo libro.


Ingresso gratuito.




Gradita prenotazione tramite Whatsapp al numero 339.4652959 oppure tramite e-mail a mammaescoafareduepassi@gmail.com


Vi aspettiamo!

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